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Articolo del 06/03/2024

La vulvodinia è una sindrome dolorosa cronica caratterizzata che colpisce la vulva, la parte esterna dei genitali femminili. Si manifesta con un dolore cronico, spesso associato a bruciore e sensazioni anomale a carico della vulva, che dura da oltre 3 mesi. Il dolore può essere spontaneo o provocato da un contatto, come durante i rapporti sessuali, l’uso di tamponi o ovuli vaginali, o semplicemente sedendosi o accavallando le gambe.

Approfondiamo l’argomento con la Dott.ssa Pultrone, ginecologa al Poliambulatorio Guarnieri.

Quali sono le cause?

La vulvodinia è una malattia complessa ed eterogena, le cui cause ancora non sono completamente note.

La malattia si presenta come risultato finale di una sommatoria di fattori sequenziali che, interagendo tra loro, alterano le terminazioni nervose a carico del vestibolo, innescando una modificazione della percezione nervosa che tende ad automantenersi.

Nella sua patogenesi sono stati chiamati in causa un insieme di fattori predisponenti, scatenanti e di mantenimento dei sintomi.

Alcuni fattori che possono predisporre allo sviluppo della malattia sono:

  • Fattori genetici
  • Prolungata esposizione ad agenti irritanti o allergeni
  • Allergia da contatto
  • Patologie dermatologiche vulvari come il lichen sclerosus
  • Traumi vulvari (episiotomia, parti operativi e trattamenti chirurgici ginecologici)
  • Fattori microtraumatici ripetuti o insulti termici quali la diatermocoagulazione o laser terapia
  • Infezioni ricorrenti vulvo-vaginali di natura micotica o batterica
  • infezioni urinarie recidivanti
  • Trattamenti antifungini prolungati e/o inappropriati
  • Fattori ormonali, come la menopausa, l’uso di contraccettivi orali o la gravidanza;
  • Disfunzione della muscolatura del pavimento pelvico
  • Fattori ambientali, come l’uso di biancheria intima sintetica o troppo stretta, detergenti intimi aggressivi, prodotti chimici a uso locale o attività sportive traumatiche per la regione vulvare

 Come avviene la diagnosi?

La diagnosi di vulvodinia si basa principalmente sull’esame clinico e sull’anamnesi della paziente, cioè la raccolta dei dati relativi alla storia personale e familiare, alle abitudini di vita, ai sintomi presenti e alle terapie precedenti. Durante la visita il medico escluderà la presenza di altre patologie che possono essere all’origine del dolore, come infezioni, malattie della pelle, o altre patologie ginecologiche.

L’esame clinico comprende:

  • Visita ginecologica
  • La valutazione della muscolatura del pavimento pelvico
  • Swab test, che consiste nell’esaminare tutto l’ambito vulvare toccando vari punti con un cotton fioc per individuare le aree dolenti

Quali sono i trattamenti?

Il trattamento della vulvodinia non è unico e standardizzato, ma deve essere personalizzato in base alle caratteristiche e alle esigenze della singola paziente.

L’obiettivo è quello di alleviare il dolore, migliorando la qualità della vita.

Il trattamento è di tipo multimodale e multidisciplinare e può includere diverse opzioni, da usare singolarmente o in combinazione tra loro, che comprendono:

  • Modifiche dello stile di vita
  • Farmaci, che possono essere somministrati per via orale, topica o iniettiva
  • Fisioterapia e riabilitazione del pavimento pelvico
  • Supporto psicologico

La prevenzione

La prevenzione della vulvodinia non è sempre possibile, ma alcune misure possono aiutare a ridurre il rischio o la gravità del dolore, come:

  • Mantenere una buona igiene intima, usando detergenti delicati approvati dal medico e risciacquando bene la zona vulvare dopo ogni lavaggio;
  • Utilizzare solo biancheria intima in cotone non colorato
  • Indossare pantaloni comodi o gonne
  • Evitare i collant, vestiti attillati e sintetici
  • Evitare l’uso di prodotti irritanti, come saponi profumati, deodoranti, detersivi, ammorbidenti, carta igienica colorata o profumata, assorbenti interni o esterni, salvaslip o preservativi lubrificati o aromatizzati;
  • Asciugare bene la zona vulvare dopo ogni lavaggio, tamponando delicatamente con un asciugamano morbido e pulito;
  • Proteggere la zona vulvare dal freddo eccessivo, indossando abiti adeguati alla stagione;
  • Bere molta acqua, per favorire la diuresi e prevenire le infezioni urinarie;
  • Curare eventuali infezioni vaginali, seguendo le indicazioni del medico e completando la terapia prescritta;
  • Evitare le attività fisiche che possano esercitare una pressione o una frizione diretta sulla vulva come l’equitazione, lo spinning, il ciclismo
  • Usare sempre un lubrificante durante i rapporti sessuali

La vulvodinia è una condizione che richiede una diagnosi precoce e un trattamento adeguato, per evitare che il dolore diventi cronico e invalidante.

Le donne che ne soffrono devono sapere che non sono sole e che non devono vergognarsi nel parlare di questi problemi: infatti proprio la diagnosi precoce evita il peggioramento e la cronicizzazione dei sintomi.

 

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